Sud-Est, di Steve McCurry

Sud-Est, di Steve McCurry

Sud-Est, di Steve McCurry

Una mostra, delle foto. Sembrerebbe così semplice descrivere la mostra fotografica Sud-Est di Steve McCurry che da un po’ e fino al 28 febbraio 2010 è presente al Palazzo della Ragione a Milano.

Sembrerebbe.

Sud-Est è più di una foto, è più di una mostra. Dietro ai ritratti, dietro ai paesaggi si scorge qualcosa in più, qualcosa di non visto, di non detto, qualcosa che ti spingerebbe a raggiungere quei paesaggi, quei ritratti.

La mostra è articolata in sei sezioni tematiche. L’altro presenta i volti, che parlano di vite, luoghi, emozioni catturati in uno luogo remoto e liberati altrove. Il protagonista invisibile della sezione successiva è il Silenzio, materia sottile capace di esaltare i momenti di intimità e di raccoglimento dell’uomo davanti alla grandiosità della natura e al mistero del vivere quotidiano. La sezione dedicata alla Guerra, dove le fotografie rappresentano la tragedia, il dramma dell’umanità contro l’umanità è forte, dura da digerire. L’uscita dalla guerra è nella Gioia, immortalata da Steve McCurry in scenari di allegria, intensità di colori, vita che scorre e fluisce. La quinta sezione, dedicata all’Infanzia, riporta lo spettatore a riflettere su uno dei temi più drammatici della storia dell’umanità: lo sfruttamento dei bambini e la piaga dei bambini-soldato. Questa non la digerisci proprio, rimane lì.

Infine, la Bellezza, nella quale si incontrano tre ritratti di giovani ragazze, tra cui il celebre scatto della bambina afgana dagli occhi verdi, diventata ormai un’icona dell’opera di McCurry e della fotografia contemporanea.

Fotografie. Semplici, stupende fotografie.

Non perdetevele, mi raccomando.

The millionaire

Il bellissimo film indiano The Millionaire ha vinto ben 8 premi Oscar.

Il motivo?
Semplice: avete in mente i film indiani di Bollywood, praticamente dei musical terribili?
Beh, in The Millionaire hanno fatto il loro balletto solo alla fine, per i titoli di coda..

E i critici se ne erano già andati!!

Un Liga nell’Arena

Il Liga a Verona

Il Liga a Verona

Gli amici contano. Gli amici degli amici, o meglio del babbo, contano un sacco.

Soprattutto quando ti regalano due biglietti per il concerto di Ligabue all’Arena di Verona… Eh eh..

Un gran bel concerto. Non il solito, da stadio, ma un concerto quasi acustico grazie alla presenza dei 70 maestri dell’Orchestra dell’Arena di Verona. Una presenza discreta ma molto suggestiva.
Le canzoni proposte con l’Orchestra sono state veramente belle perchè son riusciti ad enfatizzare alcune parti e ad addolcirne altre.
Insomma, molto azzeccata l’unione tra la classicità dell’Orchestra e il pop del Liga.

Ovviamente molte canzoni le ha fatte solo con la band, tirando fuori carattere e facendo sussultare tutta l’Arena.
A proposito, che bella l’Arena di Verona!! Più grande di quanto mi aspettassi e veramente bella, soprattutto con un cielo stellato terso da un robusto vento.

Particolare l’esecuzione di Piccola Stella senza cielo, con tutta la band in prima fila e un’acrobata che a metri e metri di altezza eseguiva incredibili figure artistiche.

Che dire? Io e Danzalo per il Liga, all’Arena di Verona, gratis.

Mi sa che il Lucano non lo voglio!!

Antonio Ligabue

ANTONIO LIGABUE – l’arte difficile di un pittore senza regola
Palazzo Reale – Piazza Duomo, 12 – Milano
20 giugno – 26 ottobre 2008

Antonio Ligabue - LeopardoPeriodo d’oro per i Ligabue. Dopo Luciano a San Siro ecco con la mostra dedicata ad Antonio Ligabue, pittore e sculture del Novecento.

Oltre 250 opere esposte tra cui 213 oli, disegni e sculture, costituiscono una selezione ragionata con l’obiettivo di documentare in modo straordinario un percorso tra vita e arte a dir poco affascinante.

Ricoverato più volte in clinica psichiatrica, Antonio Ligabue portava i suoi deliri sulle tele, mostrandoci tigri con fauci spalancate, insetti in ogni tela e scene cruente di lotte animali.

Probabilmente la tigre era proprio la rappresentazione di se stesso, qualche volta vincitore su lepri e gazzelle, qualche volta sopraffatto da scorpioni e scarafaggi giganti.

Antonio Ligabue riusciva però anche a mostrarci l’aspetto rurale della campagna, con tanti dipinti sul pascolo, sulla vita di campagna così com’è, semplice e faticosa.

Un aspetto che ci ha colpito molto è stato scoprire le sculture di Antonio Ligabue. Piccole, in bronzo, ma molto belle, fedeli alla realtà. Sculture realizzate modellando la terra del Po con la propria saliva per renderla più malleabile (e più economica dei colori!) e trasformate successivamente in bronzo, di animali da campagna, tori, vacche ma anche tigri e leopardi. Forse le sculture sono ancora più belle delle tele…

In generale una mostra bella, interessante anche se ripetitiva. 250 opere son tante, e molte alla fine sono simili, tra tigri, scarafaggi e vita di campagna.

Ma d’altronde Ligabue dipingeva per sé, per liberarsi dai suoi demoni. Che ne sapeva lui che nel 2008 avrebbero allestito una mostra??