Dietro è la casa, davanti a noi il mondo…
…la vita di una coppia di educatori, una cagnolina gelosa ed un gattino mangione…
…la vita di una coppia di educatori, una cagnolina gelosa ed un gattino mangione…
29 luglio 2008
Non ci sono più le band di una volta.
Partiamo da questo presupposto.
Basta anche non andare troppo lontano, fermiamoci agli anni ’90 e vediamo come è cambiato il mondo della musica.
In quegli anni ci furono i Take That, i Backstreet Boys, gli N’Sync solo per i citare i gruppi (a me) più famosi.
Gruppi di bellocci e bellocce, voci e musica uguali e coreografia in cui tutti ballavano, chi meglio, chi peggio. Gruppi con almeno un leader che si sapeva che se ne sarebbe andato (Robbie Williams, Justin Timberlake sono usciti proprio da quei gruppi). Gruppi che erano composti da maschi, uomini. C’era il figo tenebroso, il figlio di mamma, il figlio di put…, il viso d’angelo, il ballerino, insomma, un personaggio per tutti i gusti!
Ora le cose sono cambiate. Sono sbocciati i Tokio Hotel, mannaggia a loro. Band maschile. Ma siamo sicuri? Sì, certo, sono maschi ma ormai la moda è un’altra. Il trucco la fa da padrone, i capelli sono diventati molto più voluminosi e spesso non capisci il sesso dei componenti. Quanti di voi non han capito subito che Bill Kaulitz, il cantante dei Tokio Hotel, era un uomo e non sua sorella?
Anche in Italia, ora, le cose non vanno meglio. Prendete i dARI, per esempio. Li abbiam visto su All Music e ci siamo spaventati. Trucco pesante sotto e sopra gli occhi, capello che raggiunge il soffitto, posa da diva degli anni ’50. Il cantante vede una confezione di lacca per capelli e ammette che è l’oggetto che si porta dietro da quando aveva 14 anni (non so quanti anni abbia ora ma qualche anno in più li ha!).
LA LACCA PER CAPELLI!!
Quanti di voi, uomini, a 14 anni, avevano la lacca per capelli come feticcio? Io ancora oggi mi confondo tra spuma e gel, figuriamoci la lacca…
E oltre a loro ci sono pure i Lost, che purtroppo non hanno fatto la fine dei naufraghi dell’omonimo telefilm. Non so che musica facciano ma so che capelli hanno, tanto per incominciare.
C’è da dire che non ho nulla contro di loro, o contro la loro musica. Nemmeno contro chi li ascolta, figuriamoci.
Fa riflettere però come sia cambiata la moda, come la figura dell’uomo si sia mano a mano addolcita, effeminata in alcuni casi.
La sessualità non è mai dichiarata apertamente per non scoraggiare e/o offendere nessuno. E questo non mi piace.
Quasi quasi, a più di un anno di distanza, incomincio a preferire i Finley…