Svegliarsi

Stanotte mi son svegliato alle 3.33 e alle 5.55.

Fortunatamente mi son riaddormentato subito, ma ho avuto paura di svegliarmi alle 6.66…

Corso di fotografia

Con l’avvento della Canon EOS 450D è esploso l’hobby della fotografia.

E vai di forum e mostre sulla fotografia per farmi un po’ l’idea di cosa vuol dire fare le foto con una reflex e non più con una compatta.

Leggi e rileggi ma la cosa migliore è un bel corso di fotografia, con qualcuno di esperto che ti spiega cosa e perché devi fare per far sì che quello che vedi venga fotografato come dici tu e non come vuole la macchina.

Ecco quindi che mi sono iscritto ad un corso, economico ma abbastanza completo. La prima lezione settimana scorsa è andata, e sono molto soddisfatto di quello che ho sentito.
Teoria applicata alla pratica, ecco quello che serve.
Pian pianino sto facendo pratica (e rimando a Danzalo quello che imparo, così il corso vale per entrambi!) e l’album su Flickr si sta riempiendo, speriamo di foto sempre migliori…

Sud-Est, di Steve McCurry

Sud-Est, di Steve McCurry

Sud-Est, di Steve McCurry

Una mostra, delle foto. Sembrerebbe così semplice descrivere la mostra fotografica Sud-Est di Steve McCurry che da un po’ e fino al 28 febbraio 2010 è presente al Palazzo della Ragione a Milano.

Sembrerebbe.

Sud-Est è più di una foto, è più di una mostra. Dietro ai ritratti, dietro ai paesaggi si scorge qualcosa in più, qualcosa di non visto, di non detto, qualcosa che ti spingerebbe a raggiungere quei paesaggi, quei ritratti.

La mostra è articolata in sei sezioni tematiche. L’altro presenta i volti, che parlano di vite, luoghi, emozioni catturati in uno luogo remoto e liberati altrove. Il protagonista invisibile della sezione successiva è il Silenzio, materia sottile capace di esaltare i momenti di intimità e di raccoglimento dell’uomo davanti alla grandiosità della natura e al mistero del vivere quotidiano. La sezione dedicata alla Guerra, dove le fotografie rappresentano la tragedia, il dramma dell’umanità contro l’umanità è forte, dura da digerire. L’uscita dalla guerra è nella Gioia, immortalata da Steve McCurry in scenari di allegria, intensità di colori, vita che scorre e fluisce. La quinta sezione, dedicata all’Infanzia, riporta lo spettatore a riflettere su uno dei temi più drammatici della storia dell’umanità: lo sfruttamento dei bambini e la piaga dei bambini-soldato. Questa non la digerisci proprio, rimane lì.

Infine, la Bellezza, nella quale si incontrano tre ritratti di giovani ragazze, tra cui il celebre scatto della bambina afgana dagli occhi verdi, diventata ormai un’icona dell’opera di McCurry e della fotografia contemporanea.

Fotografie. Semplici, stupende fotografie.

Non perdetevele, mi raccomando.

Ciascuno cresce solo se sognato

Danilo Dolci nacque come poeta, operò come animatore sociale e morì come educatore.

Non gli piaceva la parola “massa”, dal greco maza, cioè pasta, una materia informe facile da manipolare. Preferiva “persona” che oltre al significato greco di maschera ha quello latino di per-sonare, “suonare attraverso”. La rivoluzione non-violenta di Danilo Dolci, dunque, tenne in conto anche il lessico: preferiva educatore a maestro, studente ad alunno, gruppo a classe, scienza dell’educazione a pedagogia.

Pensava che per avere un mondo diverso bisogni prima di tutto sognarlo e guardarlo con occhi diversi.

“C’è chi insegna guidando gli altri come cavalli passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto così guidato.
C’è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto essendo incoraggiato.
C’è pure chi educa, senza nascondere l’assurdo che è nel mondo, aperto ad ogni sviluppo
ma cercando di essere franco all’altro come a sé, sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato”

(Danilo Dolci)